lunedì 21 aprile 2014

Ancora sulla lettera di Mons.Becciu,l'Eucarestia

Cari amici ritornando alla lettera di Mons.Becciu vorrei esaminare quanto dice sulle celebrazioni dell'Eucarestia del sabato sera,o meglio,dopo i primi vespri della domenica.Vi leggiamo:

"TALI PAROLE NON MODIFICANO AFFATTO GLI STATUTI ANZI LI CONFERMANO.Per quanto attiene alle celebrazione della VEGLIA PASQUALE E DELL'EUCARESTIA DOMENICALE,da lei menzionate,gli articoli 12 e 13,letti nella LORO INTEGRITA'COSTITUISCONO PERTANTO IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO".

Mons.Becciu quindi dice che per quanto riguarda le celebrazioni dell'Eucarestia domenicale gli art..13 letti nella loro INTEGRITA'costituiscono pertanto IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO.Cosa vogliono dire queste parole?Cosa prevede l'art.13 dello Statuto?Leggiamolo:

" Art.13
[Eucaristia]

§ 1. L’Eucaristia E' ESSENZIALE al Neocatecumenato, in quanto catecumenato postbattesimale,vissuto in piccola comunità.47 L’Eucaristia infatti COMPLETA L'INIZIAZIONE CRISTIANA.

§ 2. I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia DOMENICALE NELLA PICCOLA COMUNITA', DOPO I PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA.Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del Vescovo diocesano.Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera FANNO PARTE DELLA PASTORALE LITURGICA DOMENICALE DELLA PARROCCHIA e sono aperte anche ad altri fedeli.

§ 3. Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede49. Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie,i neocatecumeni la ricevono IN PIEDI, restando al proprio posto.

§ 4. La celebrazione dell’Eucaristia nella piccola comunità è preparata sotto la guida del Presbitero, da un gruppo della comunità neocatecumenale, a turno, che prepara brevi monizioni alle letture, sceglie i canti, provvede il pane, il vino, i fiori, e cura il decoro e la dignità dei segni liturgici".

I neocatecumeni quindi debbono celebrare l'Eucarestia domenicale NELLA PICCOLA COMUNITA'.Quindi non nella grande comunità che è la parrochia,nè facendo una celebrazione unica per tutte le comunità,ma laddove è possibile,debbono celebrare da sole.

Questa modalità non vuole separare le piccole comunità dalla comunità parrocchiale,o porsi in modo elitario esclusivista,ma vuole aiutare i neocatecumeni a crescere.

Anche il prossimo Santo Giovanni Paolo II era favorevole a questa modalità infatti ebbe a dire:

«Sono l’annuncio del Vangelo, la testimonianza in piccole comunità e LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN GRUPPI(cfr. Notificazione sulle celebrazioni nei gruppi del Cammino Neocatecumenale, in L’Oss. Rom., 24 dicembre 1988)che permettono ai membri di porsi al servizio del rinnovamento della Chiesa»;


Lo stesso concetto fu ribadito nella ettera ai Vescovi d’Europa riuniti a Vienna, 12 aprile 1993:

"Tutto ciò viene attuato in piccole comunità, nelle quali“la riflessione sulla parola di Dio e la partecipazione all’Eucaristia… formano cellule vive della Chiesa, rinnovano la vitalità della Parrocchia mediante cristiani maturi capaci di testimoniare la verità con una fede radicalmente vissuta”.

Senza contare la nota laudatoria di Mons.Annibale Bugnini del 1974 e la notificazione della Congregazione per i Culto Divino del 1988.

Allora gli "osservatori" e il Sig.Sandro Magister si rassegnino le comunità neocatecumenali celebreranno il sabato sera,i primi vespri della domenica.

Se fanno questo non è per separarsi ma per diventare critiani adulti e maturi e fermentare le parrocchie.