Cari amici siamo nell'imminenza della canonizzazione dei Papi Giovanni XXIII°e Giovanni Paolo II.Sia il mondo tradizionalista che gli "osservatori" sono in fermento per motivi diversi.C'è in queste persone un senso di fastidio per questo evento.I tradizionalisti sono furiosi perchè viene canonizzato Giovanni XXIII°,che per loro è l'artefice dei "mali" dovuti al Concilio Vaticano II.Gli "osservatori invece"gemono con la bava alla bocca,perchè viene canonizzato colui che riconobbe,nel Cammino,sbaragliando ogni altra opposizione,un itinerario di formazione cattolica.Va da se che,se chi ha riconosciuto il Cammino,viene canonizzato,cade ogni pretestuosa e artificiosa accusa di "eresia".Se infatti il Cammino fosse realmente eretico,lo sarebbe anche chi lo ha riconosciuto.
Credo di interpretare il pensiero di molti fratelli dicendo che il Cammino deve molto ai Papi che domenica saranno canonizzati.A Giovanni XXIII° va la gratitudine per aver indetto il Vaticano II,con grande coraggio.Senza il Vaticano II sarebbe stato impossibile anche solo ipotizzare l'esistenza di un percorso di fede come il Cammino.
Anche a Papa Giovanni Paolo II il Cammino deve moltissimo,infatti è stato sotto il suo pontificato che ha conosciuto la massima espansione ed è iniziato l'iter di approvazione dello Statuto.Fu in un momento di grave difficoltà per il Cammino che Giovanni Paolo II, riconobbe questo itinerario di fede ,inviando una lettera a Mons.Cordes,allora incaricato ,ad personam per l'apostolato delle Comunità Neocatecumenali,il 30 agosto 1990.Si tratta della Epistola Ogniqualvolta.
Questa lettera è stata sempre detestata dai detrattori del Cammino e sempre hanno tentato di sminuirla,di oscurarla.L' obiezione più comune che fanno è che,in Acta Apostolica Sedis,il bollettino ufficiale della Santa Sede,esiste una nota redazionale,che afferma:
"La mente del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino Neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è di dare indicazioni vincolanti agli Ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le Comunità Neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi Ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi".
Secondo loro questa nota redazionale ridimensionerebbe la portata del riconoscimento riducendolo ad un semplice e generico incoraggiamento.
Siamo di fronte ad argomenti speciosi,cioè veri solo in apparenza.Un sofisma rozzo e puerile ,tipico di chi vuole fare come Don Chisciotte,cioè scagliarsi contro inesistenti castelli costruiti solo dalla propria fantasia.
Anzitutto va detto che siamo di fronte ad una nota redazionale aggiunta a posteriori ma inesistente nel testo originale.Infatti ,la lettera Ogniqualvolta, non contiene alcuna nota illustrativa.Oltretutto la nota dice:Che il Papa non intendeva dare indicazioni vincolanti agli ordinari(I vescovi).Sottolineo che non abbiamo mai detto il contrario?Non abbiamo mai affermato che la lettera Ogniqualvolta fosse vincolante.
E' chiaro quindi che la nota precisava solo che il Santo padre non aveva voluto dare indicazioni vincolanti per i vescovi,ma non negava nè ridimensionava affatto il riconoscimento al cammino definito:"Un itinerario di formazione cattolica..".
Se il Papa aveva ritenuto di incoraggiare il Cammino e di invitare i Vescovi ad accoglierlo non lo aveva fatto senza un motivo ben preciso che era quello di contribuire a dissipare le perplessità.
Un altra obiezione e insinuazione è quella,secondo la quale,la lettera Ogniqualvolta non sarebbe di Giovanni Paolo II ma frutto di una congiura di palazzo.
Già una quindicina di anni fa,Padre Elio Marighetto,autodefinitosi,"erede" di P.Zoffoli,sosteneva che la lettera Ogniquavolta fosse un falso contenente errori grammaticali,estorta al Santo Padre,contro la sua volontà.
Questa fantasiosa e improbabile ricostruzione dei fatti,non corrisponde al vero e fu smentitita da G.P.II stesso,nel discorso tenuto nel 2002,durante la cerimonia di approvazione ,ad experimetum, dello Statuto ,tenutasi a Castel Gandolfo.
Riporto uno stralcio di quel discorso:
Dal Discorso di G.P.II° agli iniziatori e catechisti itineranti e presbiteri del Cammino Neocatecumenale,Castel Gandolfo 21 settembre 2002
"Desidero sottolineare l'importanza degli Statuti appena approvati per la vita presente e futura del Cammino Neocatecuemenale.Infatti questa NORMA,innanzi tutto,ribadisce ancora una volta la natura ECCLESIALE del Cammino Neocatecumenale che come ho avuto già modo di dire alcuni anni fa,costituisce"UN ITINERARIO DI FORMAZIONE CATTOLICA,VALIDA PER LA SOCIETA'E PER I TEMPI ODIERNI"(AAS 82 (1990)1515)".
Come si può leggere fu lo stesso Giovanni Paolo II°a ribadire che l'Epistola detta Ogniqualvolta fu scritta da lui e che fu un chiaro riconoscimento al Cammino come itinerario di formazione cattolica.
Se in questi anni abbiamo letto e ascoltato tante sciocchezze sul conto del Cammino. Non possiamo non gioire per la canonizzazione di domenica.Abbiamo altri protettori in paradiso.