giovedì 17 aprile 2014

Perchè la veglia "separata"?

Cari amici e fratelli la lettera di Mons.Becciu ha ribadito che lo Statuto è il quadro normativo a cui deve fare riferimento il Cammino.Non ci stupiscono queste parole,sono anni che diciamo la stesse cose.I nostri amici "osservatori"vorrebbero annullare,cancellare lo Statuto.Da anni che rispondiamo alle loro false e pretestuose accuse citando puntualmente e continuamente lo Statuto del Cammino Neocatecumenale.

Purtroppo anche dei"Vaticanisti" di professione mostrano una grande ignoranza e faziosità.Ci dispiace che il Papa abbia deluso le aspettative del Sig.Magister.Forse non gli è andato ancora giù che Papa Francesco abbia cestinato la feria IV che lui sosteneva essere imminente.Mi sembra che questo signore non riesca a distinguere la propria antipatia per il Cammino,dalla cronaca oggettiva dei fatti.Magister vorrebbe cambiare il Cammino,farlo diventare una minestra riscaldata.Il Cammino ,secondo questo Signore,dovrebbe smetterla di celebrare da solo,le "Messe bizzarre".Spero che i Papi continuino ad ignorarlo come ha fatto Papa Francesco.Invito i fratelli del Cammino a non rispondere a questo giornalista, mostratosi già nella vicenda della feria IV,poco credibile.Non gli scrivete è quello che vuole,ignorate anche lui.

Vorrei porre l'accento sul fatto che,Mons.Becciu,a nome del Papa,ha ricordato che,per quanto riguarda l'Eucarestia e la Veglia di Pasqua,il Cammino deve fare riferimento all'articolo 12.Esaminiamo cosa prevede lo Statuto circa la Veglia Pasquale.

Parliamo prima della Veglia Pasquale.Lo Statuto prevede quanto segue:

"Art. 12
[Veglia pasquale]


§ 1. Cardine e fonte della vita cristiana è il mistero pasquale, vissuto e celebrato in modo eminente nel Santo Triduo,42 il cui fulgore irradia di luce l’intero anno liturgico.43Esso costituisce pertanto il fulcro del Neocatecumenato, in quanto riscoperta dell’iniziazione cristiana.

§ 2. «La veglia pasquale, centro della liturgia cristiana, e la sua spiritualità battesimale,sono ispirazione per tutta la catechesi».44 È per questo motivo che, durante l’itinerario, i neocatecumeni sono iniziati gradualmente45 ad una più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa, celebra e realizza.

§ 3.In questo modo il Neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale".

Da quello che leggiamo possiamo concludere,in sostanza,che la veglia pasquale è colma di spiritualità battesimale,i neocatecumeni perciò sono chiamati ad essere iniziati,gradualmente,ad una più PERFETTA PARTECIPAZIONE ad essa.Ma cosa intende lo Statuto per "più perfetta partecipazione"?

Credo che per PIU' PERFETTA PARTECIPAZIONE ci si riferisca,per prima cosa,al fatto che la veglia sia notturna e che duri fino all'alba.Il segno della notte,delle tenebre è fondamentale,come è fondamentale l'attesa dell'alba che è attesa dell'ora della resurrezione di Cristo.Nella realtà delle veglie in parrocchia purtroppo siamo ancora lontani da ciò,in genere la veglia non si spinge oltre le due di notte.

Nel preconio pasquale,un antichissimo inno che si canta nella veglia pasquale,cantiamo:

"O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi".

Se è vero che la riforma liturgica Post Concilio Vaticano II ha inteso recuperare il valore dei segni liturgici,quanto importante è recuperare il segno della notte,dell'attesa,nella notte più santa dell'anno?Pertanto è fondamentale che la veglia sia veramente tale,fino all'ora in cui Cristo è presumibilmente risorto.


Del resto,dal punto di vista etimologico il termine "veglia"vuol dire restare svegli,non dormire,in attesa di qualcosa di importante.

Nella veglia pasquale si resta svegli per attendere la pasqua di Gesù Cristo,il memoriale della sua resurrezione.Nella pasqua ebraica infatti,da cui deriva la Pasqua Cristiana,ancora oggi si veglia per tutta la notte.Gli ebrei,ancora oggi,restano in piedi per tutta la notte, per fare memoriale,cioè per riattualizzare,per fare presente,il passaggio(pasqua)dalla schiavitù dell'Egitto alla libertà della terra promessa.Il libro dell'Esodo infatti dice:


"Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d'Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione(Es 12,42)".

Parimenti il vegliare dei cristiani,significa quindi attendere,per tutta la notte,fino al sorgere del sole,non per poche ore,come purtroppo ancora molti fanno,per entrare nel memoriale,nella riattuaizzazione della resurrezione di Cristo.Con tutta la probabilità,se non si veglia,non si attende nulla.

E' Gesù stesso invita a vegliare:"Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; 36 siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa"(Lc 12,35-36).

Anche il Messale Romano afferma che i fedeli,nella veglia pasquale, debbono assomigliare ai servi che, con le lampade accese, aspettano il ritorno del loro Signore, perché quando arriva li trovi vigilanti e li inviti a sedersi a tavola".

Durante la veglia pasquale si canta l'exultet e si pronunciano queste parole:

"Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,offerto in onore del tuo nome per illuminare l'oscurità di questa notte, risplenda di luce che mai si spegne.Salga a te come profumo soave,si confonda con le stelle del cielo.Lo trovi acceso la stella del mattino"

Si canta che la stella del mattino trovi acceso il cero pasquale ma poichè,nella maggior parte dei casi nelle parrocchie,massimo alle due la Veglia è già finita,quanto auspicato nell'Exultet non si può compiere.

Il Messale Romano indica inoltre chiaramente la norma: "Tutta la celebrazione della Veglia si deve fare durante la notte": non si deve incominciare prima dell'inizio della notte.Purtroppo mi risulta
di alcune parrocchie che iniziano alle venti e anche prima.


Come giustamente recita lo Statuto art.12 il Santo Triduo è il fulcro del neocatecumenato,in modo ancora maggiore lo è la veglia.Per questo è fondamentale viverla in tutta la sua ricchezza di segni,di Parola di Dio,di canti,di durata fino all'alba,affinchè i neocatecumeni possano maturare nella fede.

Una veglia che duri fino alle luci dell'alba,con canti,risonanze,etc è improponibile per fedeli non abituati,non iniziati,si otterrebbe solo la loro fuga.Pertanto la prassi,delle comunuità neocatecumenali,
di celebrare separatamente,non ovunque è così,è motivata,non dall'intenzione di separarsi,ma di garantire ai neocatecumeni quella ricchezza auspicata dallo Statuto art.12.

Faccio notare poi che l'ultimo comma dell'art.12 afferma:"§ 3.In questo modo il Neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale".

Il Cammino è uno strumento di evangelizzazione,non è fine a se stesso e uno dei suoi obiettivi è quello di essere sale,lievito all'interno della parrocchia.Celebrando la veglia in modo completo e ricco deve aiutare anche gli altri fedeli a fare lo stesso.