mercoledì 30 aprile 2014

Gli "osservatori"sanno cosa significa setta?Secondo noi no!

Cari amici leggendo il patetico blog "osservatorio sul cammino secondo verità"si nota che usano,con grande disinvoltura,il termine SETTA per etichettare il Cammino neocatecumenale e metterlo in cattiva luce.Secondo loro il Cammino sarebbe una setta ma a nostro modo di vedere,gli "osservatori",non solo ignorano il vero significato di questo termine,ma,volutamente ignorano,con grande malafede e malizia,ciò che la Chiesa ha ufficialmente affermato,sulla reale natura del Cammino.

Lo ricordiamo,per l'ennesima volta,che la vera natura del Cammino fu definita da San Giovanni Paolo II nella lettera Ogniquavolta nel 1990,lo ricordiamo:

"Avendo preso visione della documentazione da Lei presentata : accogliendo la richiesta rivoltami,RICONOSCO IL CAMMINO NEOCATECUMENALE COME UN ITINERARIO DI FORMAIONE CATTOLICA, valida per la società e per i tempi odierni".

Che questo riconoscimento fosse sostanziale non puramente formale,fu lo stesso San Giovanni Paolo II, nel discorso agli iniziatori del Cammino e ai catechisti itineranti a Castel Gandolfo del 2002,a dirlo.Nella loro grande ignoranza e malafede Lino,Tripudio e comparielli,ignorano questo discorso di G.P.II che fu incluso come allegato allo Statuto approvato ad experimentum:

"Desidero sottolineare l'importanza degli Statuti appena approvati per la vita presente e futura del Cammino.Infatti questa NORMA,innanzi tutto,ribadisce ancora una volta LA NATURA ECCLESIALE del Cammino Neocatecumenale che,come ho già avuto modo di dire alcuni anni fa,costituisce"UN ITINERARIO DI FORMAZIONE CATTOLICA,VALIDA PER LA SOCIETA' E PER I TEMPI ODIERNI"(AAS 82(1990)1515)".

Già questa affermazione fa piazza pulita delle CRETINATE dette da Lino('o strologo)e da Tripudio(cretinetti).

Vorrei dare spazio ad una ottima riflessione,su questo tema,inviatami da una sorella:

"non ho terminato di accendere il pc che già stamane avevano postato un'altra assurdità! Sono giorni che mi avveleno il sangue leggendoli e sinceramente non ne posso più... e si spacciano pure per esperti! Esperti di tutto! Esperti di che?? Alla faccia dell'umiltà sto Lino che sa tutto lui di letteratura, di arte, di musica, di esoterismo, di pittura, di scrittura, di teologia, di esegesi, di linguistica... mamma mi!!!! Un dio in terra e non lo vediamo? …si sa che vengono a leggere e che risponderanno di là e si scaglieranno spietatamente contro di me:sono neocatecumena alla fine del Cammino, ringrazio Dio e a Lui volgo il mio sguardo da appena sveglia fino a che non chiudo gli occhi la sera, indirizzando a Lui le azioni della giornata e sforzandomi di vivere le virtù della vita cristiana affidandomi a Lui costantemente... ma questo loro pensano che non lo facciamo, che ci sia impedito, che ci insegnano che siamo tutto peccato e non conosciamo la Grazia, ignorando che primariamente ci è stato insegnato che la Misericordia copre una moltitudine di peccati. Gesù a Santa Faustina diceva che Lui davvero vuole che l'Uomo scopra se stesso nel profondo e veda tutto il suo peccato, ma vuole anche e soprattutto che l'Uomo poi volga lo sguardo a Lui e sperimenti il suo immenso Amore, la sua Grazia e la Misericordia e questo nel Cammino si vede in modo tangibile.Non sono una persona facilmente impressionabile e/o influenzabile dalle cosiddette “tecniche di lavaggio del cervello” e non ho nessuna intenzione di cadere nel trucchetto degli “osservatori” che provocano chiedendo di rispondere alle loro semplici domande e lusingano dichiarando "saresti il primo a farlo", mentre l'ipocrisia li divora sapendo bene quante e quali risposte li sbugiarderebbero, tanto è vero che non le hanno pubblicate... le mie risposte confutanti non verrebbero ugualmente pubblicate.Ho un Magistero con specializzazione in “Sette e Nuovi Culti” conseguito c/o la Pontificia Università Lateranense e nessuno mi ha impedito di studiare, leggi “catechisti”… perché gli “osservatori” vanno scrivendo che addirittura vengono impediti questo tipo di studi, vengono fatti lasciare gli studi, il lavoro ecc e in tanti anni di Cammino non mai visto nessuno indotto a lasciare studi e lavoro, o a distruggere la famiglia se uno dei due coniugi non era neocatecumeno, mah!… ebbene mi laureai con una tesi svolta sulla Liturgia nel Cammino Neocatecumenale, accusato già allora e da sempre di tutto ciò di cui accusano anche gli “osservatori”, era un tempo in cui le confutazioni e le accuse di P. Zoffoli andavano tanto di moda ed il mio relatore di tesi NON era, e NON è, neocatecumeno e questo fu molto meglio che se lo fosse stato. Durante le revisioni della mia tesi mi contrastava, ma insieme abbiamo condotto studi e ricerche e siamo giunti alla conclusione che occorre conoscere le profonde motivazioni di alcune “licenze”, chiamiamole così, e che la Chiesa conosce e sa.Posto innanzitutto che io non idolatro Kiko, lo rispetto, gli voglio bene, ha fondato il Cammino a cui devo tanto e prego per lui sempre, e prego per noi tutti chiedendo che se stiamo sbagliando tutto il Signore ce lo mostri inequivocabilmente… posto questo, e senza giudicare, mi rifaccio ad Introvigne, sociologo, filosofo, scrittore, fondatore e direttore del CESNUR, una rete internazionale di studiosi di nuovi movimenti religiosi. In un suo articolo del 1997 spiegava già molto chiaramente come la letteratura contro le "sette" si esprimeva con toni alterati anche per i gruppi cattolici e porta ad esempio il suo esame di uno “dei tanti prodotti della letteratura contro le “sette” cattoliche, che ormai non attacca più soltanto un movimento o due, ma se la prende con qualunque realtà cattolica che abbia il difetto di esistere, di prosperare e di mettere in discussione il laicismo dominante” (cit.). Il testo è “Le armate del Papa: Focolarini, Neocatecumenali, Comunione e Liberazione. I segreti delle misteriose e potenti nuove sette cattoliche” di Urquhart (ma gli “osservatori” lo conoscono già). Ad un certo punto dello scritto Introvigne identifica “il nemico, che risiede proprio in coloro che, negando la definizione di "setta" tipica dei cosiddetti movimenti anti-sette, falsificano pericolosamente il problema.Introvigne spiega bene che “la ricetta per pubblicare un libro di successo dove un movimento o una realtà cattolica viene additata al pubblico ludibrio come "setta" è semplice: si prendono uno o più "ex" del movimento in questione, a cui si offre una splendida occasione per regolare vecchi conti, che si traducono in resoconti - avendo cura di impiegare termini come "setta distruttiva", "lavaggio del cervello", "violazione dei diritti della persona" - nel gergo dei movimenti anti-sette, e si chiede aiuto a questi ultimi per lanciare i volumi che ne risultano” (cit.).Non si salva nessuno da questo “esame” impietoso, nemmeno Madre Teresa di Calcutta che per la formazione delle sue suore avrebbe così fondato una setta. Introvigne: “Il libro di Christopher Hitchens, ”The Missionary Position. Mother Theresa in Theory and Practice” (La posizione del Missionario. Madre Teresa in Teoria e in Pratica) parte come di consueto dalle "rivelazioni" dei soliti "ex" per produrre un volume che contiene già nel titolo una volgare allusione sessuale” (cit.). Hitchens scopre le carte dichiarando di non essere neutrale sulla religione, di essergli ostile e di pensare che la religione non sia solo falsa, ma sia cattiva, riferendosi non solo alle religioni organizzate, ma alla credenza religiosa in se stessa.Introvigne: “Autori come Gordon Urquhart o María del Carmen Tapia (ex Opus Dei) professano a parole un untuoso rispetto per la Chiesa cattolica, che vorrebbero soltanto "liberare" dalle "sette" presenti nel suo seno: perciò sono meno ingenui, e quindi più insidiosi. Vi sono due modi per rispondere a questo genere di libri (leggi giudizi impietosi, tendenziosi e falsi). Il primo, ma inefficace,consiste nell’accettare le loro premesse metodologiche, accettare, cioè, la definizione di "setta" e ammettere che è possibile giudicare una realtà sulla base delle sole testimonianze degli "ex", dichiarando però che sono male applicate… Gordon Urquhart stesso è ex focolarino. Si potranno anche usare argomenti ad hominem, che spesso non mancano: non sempre (direi mai), infatti, l’"ex" che si presenta ad attaccare un movimento è del tutto aperto a raccontare anche i peccatucci per cui ne è stato escluso” (cit.).Continua Introvigne: “Presso la maggioranza dei lettori questi argomenti lasciano il tempo che trovano. In realtà, una volta accettate le premesse, difendersi diventa impossibile. È necessario, allora, attaccare le premesse stesse con cui è costruita la letteratura anti-sette, di ispirazione laicista e diversa, naturalmente, dalla vigilanza critica cristiana nei confronti dei nuovi movimenti religiosi, atteggiamento che i sociologi chiamano piuttosto "contro le sette". Queste premesse sono in genere contestate dagli studiosi accademici di movimenti religiosi, e per questo Urquhart, come in altre sedi María del Carmen Tapia, li attacca così violentemente. Anzitutto, mentre è vero che gli "ex" che decidono di cambiare religione o movimento costituiscono un problema umano da affrontare con tatto e con compassione sul piano pastorale, non è vero che un libro costituito esclusivamente dalle testimonianze degli "ex" possa essere considerato un’analisi accettabile di un movimento religioso, cattolico o non cattolico” (cit.).“Nessuno studioso accademico degno di questo nome ignora le testimonianze degli "ex"; ma nessuno studio scientifico serio si fonda soltanto su queste testimonianze, così come nessuna accusa si regge in tribunale soltanto sui pentiti. Sarebbe serio uno studio sul sacerdozio cattolico costruito intervistando esclusivamente ex preti? In secondo luogo, la definizione di "setta" proposta dai movimenti anti-sette, che è alla base di libri come quelli di Urquhart e di Tapia, è del tutto inaccettabile. Distingue, infatti, le Chiese o i movimenti religiosi accettabili, dalle "sette" utilizzando soltanto criteri quantitativi e non religiosi, e ignorando i criteri qualitativi e religiosi” (cit.). E per i criteri qualitativi e religiosi tutto dei vari movimenti cattolici, ivi incluso il Cammino, sono perennemente e costantemente al vaglio della Chiesa che, se ci crediamo davvero, è ricolma di Spirito Santo e Sapienza, e degli strumenti atti a debellare laddove ci fosse davvero eresia e/o settarismo.E ancora: “Gli elementi dottrinali vengono messi da parte per concentrarsi su criteri non dottrinali, che dovrebbero permettere di identificare la "setta" pericolosa. Al centro di tutto sta la nozione di "lavaggio del cervello", di cui Urquhart mantiene perfino il nome: << Io credo nel lavaggio del cervello>>, afferma, invocando ancora una volta i diritti dell’"ex", a proposito dei Focolarini <> , mentre Tapia, come Christopher Hitchens, si rendono almeno episodicamente conto che l’etichetta "lavaggio del cervello" è oggi del tutto squalificata negli ambienti scientifici, e fa riferimento alle cosiddette teorie "di seconda generazione", che evitano la vecchia etichetta, ma ne mantengono la sostanza dietro espressioni nuove come "destabilizzazione mentale", "manipolazione mentale" o "pratiche totalitarie" (cit.).Chiede quindi sempre Introvigne: “È serio studiare un movimento religioso con criteri soltanto quantitativi, eliminando cioè dallo studio tutte le sue caratteristiche specificamente religiose”?E risponde: “Se si vuole risalire al cuore del problema occorre mettere in discussione le premesse stesse da cui partono le “contestazioni” come quelle di Urquhart o di Tapia. Naturalmente vi è un prezzo da pagare: una volta rifiutata l’accettazione acritica di quanto raccontano gli "ex", le teorie del "lavaggio del cervello" e la definizione quantitativa di "setta", non sarà più possibile utilizzare le stesse teorie neppure per criticare i Testimoni di Geova o i seguaci del Reverendo Moon. Forse non è un gran male: anche nei confronti di questi gruppi, anni di esperienza insegnano che le critiche quantitative e non religiose lasciano il tempo che trovano, mentre soltanto prendendo sul serio le dottrine dei nuovi movimenti religiosi (che non sono i gruppi cattolici di cui all’inizio dell’articolo, qui Introvigne parla dei movimenti di matrice cristiano-protestante, i già citati TdG, Rev. Moon, poi Pentecostali, Avventisti, ecc…) e criticandole sul piano, appunto, religioso è possibile difendere seriamente la fede cattolica” (cit.)".

OSSERVATORI TOGLIETEVI IL CERUME DALLE ORECCHIE E LE FETTE DI PROSCIUTTO DAGLI OCCHI!!SIATE PIU' UMILI.